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	<title>Partito Comunista dei Lavoratori Palermo</title>
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		<title>Per la Giornata della memoria</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 13:19:45 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vogliamo ricordare il crimine assoluto di un popolo che si sente investito di una missione divina, di essere la realizzazione indiscutibile di un disegno garantito dal nome di un dio, col diritto teologico di dominare la terra e gli uomini, nel nome di una superiorità di razza, di cultura, di diritti, con l&#8217;indiscutibile forza militare che gli permette di rendere concrete sanguinarie politiche di controllo, politiche di ghettizzazione, politiche di sterminio, politiche affamatorie, politiche di chiara umiliazione e deumanizzazione dell&#8217;alterità, condizionate da una ideologia visionaria e mortale.</p>
<p>La Germania nazista o le cattive ombre di Israele? ENTRAMBI.</p>
<p>Noi abbiamo il dovere di denunciare e condannare ogni atto di violenza disumana.</p>
<p>Abbiamo il dovere di ricordare, PER NON RIPETERE L&#8217;ERRORE, come si dice.<br />
Quindi, abbiamo anche il dovere di ricordare a chi ha funestamente subito quelle inenarrabili violenze, che perpetrarle a propria volta su un altro popolo non serve ad esorcizzare l&#8217;infamia subita né deve essere considerato un atto dovuto di risarcimento.<br />
Nessun ebreo morto o sopravissuto nei lager vorrebbe rivedere il male nelle violenze commesse sui palestinesi.</p>
<p>‎&#8221;Ognuno è ebreo di qualcuno: oggi i palestinesi sono gli ebrei di Israele&#8221;<br />
Primo Levi</p>
<p>Nel ricordo per le violenze subite dal popolo ebraico per mano nazista, nell&#8217;appello indefesso per la fine delle violenze sui palestinesi.<strong><br />
FREE PALESTINE</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pclpalermo.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pclpalermo.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pclpalermo.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pclpalermo.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pclpalermo.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pclpalermo.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pclpalermo.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pclpalermo.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pclpalermo.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pclpalermo.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pclpalermo.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pclpalermo.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pclpalermo.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pclpalermo.wordpress.com/183/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pclpalermo.wordpress.com&amp;blog=7896466&amp;post=183&amp;subd=pclpalermo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>IL MONDO DEL LAVORO IMPUGNI I FORCONI</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 21:09:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il tavolo di negoziato con Confindustria e governo sul mercato del lavoro va rovesciato. Non si può negoziare una più ampia licenziabilità dei lavoratori attraverso l&#8217;abbattimento della cassa integrazione e per di più- per ammissione del ministro- senza reale indennizzo &#8230; <a href="http://pclpalermo.wordpress.com/2012/01/24/il-mondo-del-lavoro-impugni-i-forconi/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pclpalermo.wordpress.com&amp;blog=7896466&amp;post=180&amp;subd=pclpalermo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
Il tavolo di negoziato con Confindustria e governo sul mercato del lavoro va rovesciato. Non si può negoziare una più ampia licenziabilità dei lavoratori attraverso l&#8217;abbattimento della cassa integrazione e per di più- per ammissione del ministro- senza reale indennizzo per i licenziati “in assenza di risorse”.Più in generale non si può continuare a negoziare, come da trentanni a questa parte, sul programma del padronato ( “quanto costa il lavoro per il capitale”) Occorre aprire una vertenza generale su un programma dei lavoratori per i lavoratori ( “quanto costa il capitale per il lavoro”). Occorre un vero sciopero generale contro il governo e la Confindustria che unifichi operai,impiegati, precari, disoccupati in un grande fronte comune, apertamente contrapposto al capitale finanziario e alla sua dittatura.</p>
<p>E&#8217; una necessità non solo sindacale, ma politica. L&#8217;esasperazione cresce in ampi strati di popolazione colpiti dalla crisi capitalista e dalle politiche del governo. O il movimento operaio prende la testa della protesta popolare unificando attorno a sé tutte le domande di riscatto sociale delle masse impoverite dal capitale- inclusi gli strati inferiori della piccola borghesia- oppure cresce il rischio di regalarle a forze reazionarie. O il movimento operaio impugna “i forconi” guidando e unificando la ribellione popolare , o rischia di consegnare la disperazione sociale ai Ferro, ai Morsello , ai Pappalardo, e persino ai Fiore. Questo è lo snodo.</p>
<p>DUE RISPOSTE OPPOSTE ALLA CRISI DELLE CLASSI MEDIE</p>
<p>Il caro benzina, il caro assicurazioni, la pressione di mutui usurai, uniti al crollo dei commerci e alla restrizione delle regalie clientelari di governi nazionali e locali, sta spingendo alla ribellione ampi settori delle classi medie. Ma alle loro domande si possono dare risposte di classe di segno esattamente opposto.</p>
<p>Si può dare la risposta piccolo borghese reazionaria, che sventola la nostalgia del vecchio privilegio corporativo: chiede lo sconto sulle accise per sé ( isola o categoria) ma non per altri, il rispetto delle regalie clientelari promesse ( e tradite) di un Lombardo qualunque, il diritto all&#8217;evasione fiscale “per non fallire”, il diritto allo sfruttamento del lavoro nero “per pagare i debiti alle banche”, il blocco delle importazioni dal Nord Africa e persino il respingimento alle frontiere degli stranieri “per reggere la concorrenza”, il rifiuto dei controlli ambientali sui rifiuti trasportati ( Sistri)per “abbreviare i tempi di consegna”&#8230;</p>
<p>Oppure si può dare una risposta anticapitalista e rivoluzionaria: che rivendica l&#8217;esproprio dei banchieri strozzini come condizione di accesso al credito e di liberazione dal debito; un abbattimento del debito pubblico verso le banche, e la tassazione progressiva dei grandi patrimoni, rendite, profitti, come condizione di una riduzione delle tasse; la nazionalizzazione sotto controllo popolare delle compagnie petrolifere e di tutta la filiera degli idrocarburi ( estrazione, produzione, distribuzione) come condizione dell&#8217;abbattimento delle accise e del prezzo della benzina; un controllo popolare sulla formazione dei prezzi alimentari, con l&#8217;apertura dei libri contabili dell&#8217;industria alimentare e della grande distribuzione, per stroncare speculazioni e truffe; la nazionalizzazione delle compagnie di assicurazione, sotto controllo sociale, come condizione di abbattimento del costo auto e trasporto&#8230;</p>
<p>O LA DITTATURA DELLE BANCHE, O IL GOVERNO DEI LAVORATORI</p>
<p>La prima risposta appare forse “concreta” ma è illusoria. E&#8217; quella che segna una frattura con le ragioni sociali del lavoro dipendente, subordina le classi medie al capitale e al suo cappio, in cambio (oltretutto) di speranze senza futuro: è la risposta dei politicanti reazionari che guidano i Forconi siciliani o le organizzazioni dell&#8217;autotrasporto. Il cui unico scopo non è né la tutela reale della propria base sociale, né tantomeno una “rivoluzione”: ma più modestamente il rilancio del proprio futuro politico/elettorale attraverso una qualche mediazione con i vecchi ambienti borghesi dominanti. Gli stessi che garantiscono industrie e banche contro lavoratori, artigiani, pescatori.</p>
<p>La seconda risposta può apparire più “astratta”, ma è l&#8217;unica reale. E&#8217; quella che può saldare la domanda di salvezza degli strati inferiori delle classi medie all&#8217;interesse generale del mondo del lavoro e ad una prospettiva di alternativa sociale: l&#8217;unica che può assicurare un futuro diverso non solo all&#8217;operaio, ma anche al piccolo borghese in via di proletarizzazione. E&#8217; la risposta che chiede di fatto una rivoluzione sociale: il rovesciamento della dittatura degli industriali e dei banchieri a favore di un governo dei lavoratori e della maggioranza della società. Questa prospettiva può marciare solo sulle gambe di una ripresa generale del movimento di classe, di una rivolta del mondo del lavoro. Non solo perchè solo la forza d&#8217;urto di milioni di lavoratori dipendenti può rovesciare la forza del capitale. Ma perchè solo una rivolta di milioni di lavoratori può polarizzare attorno a sé tutte le domande delle masse oppresse, liberandole da demagoghi reazionari e perditempo.</p>
<p>Oggi più di ieri una svolta unitaria e radicale del movimento operaio contro i sacrifici e il governo Monti, e contro ogni politica di concertazione, diventa una necessità politica decisiva. Questa è la necessità che porremo con forza in tutti gli appuntamenti di lotta della prossima fase: a partire dallo sciopero del 27 Gennaio e dalla manifestazione nazionale dell&#8217;11 Febbraio.</p>
</div>
<div>
<p>Marco Ferrando</p>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pclpalermo.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pclpalermo.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pclpalermo.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pclpalermo.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pclpalermo.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pclpalermo.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pclpalermo.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pclpalermo.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pclpalermo.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pclpalermo.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pclpalermo.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pclpalermo.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pclpalermo.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pclpalermo.wordpress.com/180/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pclpalermo.wordpress.com&amp;blog=7896466&amp;post=180&amp;subd=pclpalermo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Adesione del PCL allo sciopero del 27 gennaio</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 12:56:47 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Il Partito Comunista dei Lavoratori sostiene ed aderisce allo sciopero nazionale convocato, contro la politica del governo Monti, per il prossimo venerdì 27 gennaio dall&#8217; Unione Sindacale di Base (USB), SLAI-Cobas, SI-Cobas e da altre sigle.<br />
Invita tutti i suoi iscritti e simpatizzanti ad aderire allo sciopero, indipendentemente dall&#8217;organizzazione sindacale cui sono iscritti ed a partecipare alla manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma, la mattina di questa giornata di lotta.<br />
IL PCL vede lo sciopero del 27 come un tassello della più generale lotta da svillupare, con il più ampio fronte sociale e politico, per respingere la misure antioperaie ed antipopolari del governo delle banche e di confindustria, attraverso uina mobilitazione generale della classe operaia e  dei suoi alleati sociali, fino alla caduta del governo, nella prospettiva di una alternativa dei lavoratori, basata su un programma anticapitalistico di uscita dalla crisi.</p>
</div>
<div>
<p>Comitato Esecutivo<br />
Partito Comunista dei Lavoratori</p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pclpalermo.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pclpalermo.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pclpalermo.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pclpalermo.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pclpalermo.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pclpalermo.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pclpalermo.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pclpalermo.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pclpalermo.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pclpalermo.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pclpalermo.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pclpalermo.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pclpalermo.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pclpalermo.wordpress.com/177/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pclpalermo.wordpress.com&amp;blog=7896466&amp;post=177&amp;subd=pclpalermo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>SUL DECRETO LIBERALIZZAZIONI</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 12:54:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[UNA TRUFFA PER I LAVORATORI E LA POVERA GENTE. UN VANTAGGIO  PER BANCHE, INDUSTRIALI, COSTRUTTORI, ASSICURAZIONI, PETROLIERI Il governo vara le “liberalizzazioni” e tutta la stampa borghese confeziona uno spot propagandistico trionfale: “tutelati i consumatori”,”provvedimenti per la crescita”, “ colpite &#8230; <a href="http://pclpalermo.wordpress.com/2012/01/24/sul-decreto-liberalizzazioni/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pclpalermo.wordpress.com&amp;blog=7896466&amp;post=175&amp;subd=pclpalermo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>UNA TRUFFA PER I LAVORATORI E LA POVERA GENTE. </strong><br />
<strong>UN VANTAGGIO  PER BANCHE, INDUSTRIALI, COSTRUTTORI, ASSICURAZIONI, PETROLIERI</strong></p>
<p>Il governo vara le “liberalizzazioni” e tutta la stampa borghese confeziona uno spot propagandistico trionfale: “tutelati i consumatori”,”provvedimenti per la crescita”, “ colpite le corporazioni ”.. Il tentativo è quello di vendere all&#8217;opinione pubblica, ed in particolare al lavoro dipendente, l&#8217;immagine di un governo che compensa i sacrifici imposti sulle pensioni, sulle prima casa, sull&#8217;IRPEF, con un colpo ai privilegi dei “ricchi”.</p>
<p>La verità non è “diversa”: è opposta.<br />
Le misure del governo colpiscono duramente solo i settori popolari della piccola proprietà e dei servizi ( tassisti, edicolanti, gestori non proprietari delle pompe di benzina). A tutto vantaggio di banche, assicurazioni, industriali, costruttori, petrolieri: che ingrassano ulteriormente le proprie posizioni sociali e di potere.<br />
Basta leggere il decreto.</p>
<p>UN DECRETO PER LE BANCHE</p>
<p>Le banche escono rafforzate. Incassano l&#8217;obbligo di apertura dei conti correnti “base” di milioni di pensionati poveri ( già varato dal decreto salva Italia) senza alcuna gratuità del servizio: il governo prevede unicamente un possibile “tetto” alle commissioni. Risultato? Un guadagno netto per i banchieri sulla pelle di tanta povera gente. Non solo. Le banche ottengono assieme alle imprese il libero ingresso dei capitali privati nel “finanziamento, realizzazione,gestione” delle infrastrutture ( project financing). Cosa significa? Che avranno la possibilità di partecipare agli utili di gestione per rifarsi, con gli interessi, delle spese di finanziamento. Come? Per esempio spingendo per elevare i prezzi del servizio ( altro che protezione dei consumatori!).<br />
Ancora. Le banche possono entrare nel nuovo business dei servizi pubblici locali e delle ferrovie. I servizi pubblici locali dovranno essere messi a gara a partire dai 200000 euro di contratto ( non più 900000). Chi possiede oggi i capitali adeguati  per mangiarsi la torta? Le banche innanzitutto che si rifaranno sui prezzi. Le ferrovie a loro volta diventano libero mercato non solo sull&#8217;alta velocità, ma sugli stessi treni pendolari che dovranno essere messi a gara: è facile immaginare che essendo meno “appetibili” per i profitti saranno comprati a prezzi stracciati, e quindi richiederanno costi del lavoro altrettanto stracciati. Soluzione: consentire ai privati acquirenti di calpestare il contratto nazionale ferrovieri. Domanda: chi sono i primi soggetti titolati ad entrare nel nuovo mercato? I capitalisti e i banchieri. Che con Banca Intesa partecipano già a pieno titolo all&#8217;impresa di Montezemolo e Della Valle in fatto di treni di lusso. Chi è il ministro che ha varato il decreto? L&#8217;ex amministratore delegato di Banca Intesa. I conti tornano.<br />
Nel frattempo le banche continueranno a gestire il binomio ricattatorio mutuo/polizza ( il “dovere” di esibire altre possibili polizze è ridicolo). Mentre i lavoratori bancari si ritrovano un contratto che allunga l&#8217;orario di lavoro, abbatte i salari dei nuovi assunti, accresce i poteri delle banche nella gestione dei rapporti di lavoro. Ecco la “liberalizzazione”: la massima libertà ..dei banchieri contro lavoratori e clienti.</p>
<p>PETROLIERI: LA LIBERALIZZAZIONE DELLA TRIVELLA</p>
<p>I petrolieri plaudono al decreto. Hanno ragione. La propaganda li annunciava come vittime designate dell&#8217;operazione. Ne escono rafforzati. La vendita annunciata delle azioni detenute nella rete di trasporto del gas( Snam) era già stata proposta dalla stessa Eni e può essere un buon affare per la compagnia ( v. intervista di Scaroni al Corriere del 22/1). Per il resto, tutto come prima, e meglio di prima per i petrolieri. I petrolieri ottengono la libertà di trivellare nelle stesse “aree protette” ( articolo 17 del decreto). E sapete la ragione? Il fatto che le famose agenzie di rating nel valutare la solvibilità di un paese verso le banche, e quindi le sue potenzialità di sviluppo economico, misurano il suo grado di autosufficienza in  tema di idrocarburi. Più alto è il numero delle trivelle ( e lo scempio di ambiente e salute), più i banchieri apprezzano! Il resto del decreto in tema di benzinai, si pone sullo stesso solco. Solo i proprietari degli impianti di distribuzione del carburante potranno scegliere la compagnia da cui servirsi. Ma sono 500 su 25000. Per gli altri 24500 le cose peggiorano: i petrolieri potranno fissare le condizioni contrattuali che vogliono con ogni singolo benzinaio, senza nessuna tutela, nessuna contrattazione collettiva. Ecco la “liberalizzazione”: la massima “libertà”.. dei petrolieri. Contro i gestori non proprietari, più servi di prima delle compagnie, e contro i consumatori: che continueranno a pagare un costo enorme per un litro di benzina.</p>
<p>MENO TASSE AI COSTRUTTORI</p>
<p>I costruttori non sono da meno. Il decreto riduce la tassa dell&#8217; IMU sui cosiddetti immobili di “magazzino”, cioè sugli immobili invenduti. Siccome i tempi delle compravendite di case sono più lunghi in tempi di crisi, si tratta di un bel regalo. Cui si aggiunge la parallela riduzione dell&#8217;IVA, e l&#8217;abolizione della tassa prevista dal 1949 che imponeva ai costruttori di accantonare il 2/% di un opera pubblica per il suo abbellimento ( opere d&#8217;arte, giardini, e simili). La qualità della vita può attendere, assieme all&#8217;estetica di un quartiere. Sommando a tutto questo il libero ingresso nella partita del project financing, in particolare nella costruzione delle nuove carceri, si tratta di un bottino rilevante. In compenso continueranno a crepare senza cura migliaia di lavoratori supersfruttati che affollano i cantieri edili, privi di tutela e di riconoscibilità. La “liberalizzazione” riguarda la libertà.. dei loro padroni, non la loro.</p>
<p>LE ASSICURAZIONI.. RASSICURATE</p>
<p>Le Assicurazioni partecipano all&#8217;affare. Ed è buffo. Per anni si è blaterato sulla necessità di porre un freno all&#8217;arroganza delle assicurazioni, al caro auto, all&#8217;”onnipotenza” del settore. Persino la stampa borghese liberale ha chiacchierato spesso al riguardo. Risultato? Il decreto rassicura.. le Assicurazioni. Dà ad esse la possibilità di riparare direttamente il guasto legato all&#8217;incidente con proprie officine convenzionate. Chi non si fidasse dell&#8217;assicurazione, chi temesse una riparazione al ribasso per qualità dei pezzi ( ed è indubbio che un officina legata alla assicurazione lavorerebbe al massimo ribasso), ha la possibilità di chiedere il contante: ma alla condizione di rinunciare al 30% di ciò che gli è dovuto. In altri termini: per difendere l&#8217; assicurazione dal rischio frode da parte del cliente, si espone il cliente alla probabile frode dell&#8217;assicurazione.  Quanto al vantaggio per i consumatori,solo un cretino può pensare che tutto questo comporti un abbassamento delle tariffe delle assicurazioni. Lo stesso vale per la trovata dell&#8217;esibizione da parte dell&#8217;agente  assicurativo di tre diverse polizze di altre compagnie. Siccome l&#8217;agente è dipendente della propria compagnia ( “monomandatario”) è del tutto evidente che non farà propaganda  per la concorrenza, a meno di non voler perdere il posto. Persino Sole 24 Ore, grande sponsorizzatore delle liberalizzazioni, non ce l&#8217;ha fatta a vendere quest&#8217;ultima patacca(v. Sole 24 Ore 21/1). Si conferma dunque la regola generale: l&#8217;unica libertà che si tutela è quella del capitale.</p>
<p>LA “GIUSTIZIA” DEGLI INDUSTRIALI</p>
<p>Gli industriali sono, assieme ai banchieri, i sostenitori più entusiasti del decreto. Lo credo. Alla vigilia dell&#8217;annunciato incasso sulla maggiore libertà di licenziamento, assaporano le delizie delle liberalizzazioni. Dopo aver ottenuto dal governo la riduzione dell&#8217;IRAP ( a danno della sanità pubblica), la riduzione dell&#8217;IRES per gli investimenti di capitalizzazione, 6 miliardi di incentivi ACE, 20 miliardi per il fondo di garanzia dei crediti alle PMI, Confindustria ottiene oggi altre regalie. Innanzitutto l&#8217;apertura del mercato delle infrastrutture e dei servizi pubblici locali. E poi l&#8217;incasso annunciato di 60/80 miliardi di rimborsi da parte delle pubbliche amministrazioni: 5 miliardi sono subito stanziati come acconto, gli altri si pensa di darli, eventualmente ( e su richiesta delle imprese), attraverso BOT e BTP. Le imprese venderebbero a loro volta questi titoli, capitalizzando il ricavato. Lo stesso ministro Passera che ha bastonato lavoratori e pensionati per ragioni di “debito pubblico”, oggi dichiara che il mastodontico rimborso pubblico agli industriali non insidierà il debito italiano. E&#8217; la riprova che il debito è solo questione di classe e non di numeri. Ma c&#8217;è dell&#8217;altro. Confindustria ottiene la sua “riforma della Giustizia”: una magistratura speciale e rapida chiamata a dirimere in tempi record le controversie societarie. I comuni cittadini che attendono da anni, e forse invano, la soddisfazione delle proprie ragioni nelle aule di giustizia, non solo dovranno ancora aspettare, ma dovranno mettersi in coda agli industriali, cui lo Stato borghese da la precedenza. Gli industriali sono più uguali degli altri. Per loro si trovano a tambur battente quelle risorse, strutture, uomini, che non si trovano per la “Giustizia” ordinaria. Perchè? Perchè- si osserva- i “mercati” finanziari giudicano le opportunità di investimento in un paese anche in base ai tempi di risoluzione delle controversie giudiziarie in cui le imprese possono incappare. Insomma: è il mercato che fa il tribunale. Non poteva esserci illustrazione  simbolica più semplice della natura di classe della “Giustizia” in regime capitalista.</p>
<p>IL MONDO DEL LAVORO PRENDA LA TESTA DELLA DISPERAZIONE SOCIALE</p>
<p>E&#8217; necessario denunciare e contrastare questa truffa.<br />
Tutti i partiti borghesi la sostengono, a partire dal PD.<br />
Di Pietro apre nuovamente al governo ( dopo il voto di fiducia iniziale) dichiarando che.. ha finalmente copiato il suo programma.<br />
Le sinistre balbettano. Con Vendola unicamente interessato ( assieme a Di Pietro) a non farsi scaricare dal PD. E la burocrazia CGIL unicamente interessata a non essere scaricata da Confindustria. E&#8217; penoso e irresponsabile.</p>
<p>Il Partito Comunista dei Lavoratori (PCL)- sin dall&#8217;inizio all&#8217;opposizione del governo e del PD che lo sostiene- pone tanto più oggi la necessità di una mobilitazione generale del mondo del lavoro contro il governo degli industriali e dei banchieri. Non è possibile continuare a subire passivamente l&#8217;onda d&#8217;urto della politica dominante e della sua propaganda. E non è possibile limitare la protesta a qualche ora di sciopero o a qualche manifestazione ordinaria. La crisi sociale va precipitando, e si annunciano due anni di nuova recessione. La distruzione del contratto nazionale di lavoro è in atto, e non solo tra i metalmeccanici. La FIOM viene sbattuta fuori dalle fabbriche, come non accadeva dagli anni 30. Vasti settori di piccola borghesia impoverita e allo sbando, subiscono i colpi congiunti della crisi capitalista e del governo del capitale: e accumulano un senso di disperazione. Se a tutto questo non corrisponderà una opposizione di massa, unitaria , radicale, continuativa, da parte del mondo del lavoro, capace di unificare attorno a sè la disperazione sociale delle più grandi masse popolari, questa disperazione cercherà prima o poi nuovi riferimenti e canali contro i lavoratori italiani. Questo è il rischio.</p>
<p>E&#8217; dunque l&#8217;ora della svolta. Il PCL si batterà in questa direzione, con tutte le proprie forze, e in ogni sede.</p>
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<p>PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI</p>
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		<title>Incontro su Fincantieri</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 20:55:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Venerdì 20 gennaio, due compagni della sezione palermitana del PCL ( il coordinatore provinciale e il responsabile comunicazione, che segue la vertenza Fincantieri da diverso tempo), hanno preso parte ad un incontro sulla vertenza Fincantieri, organizzato dal Circolo Giovanni Orcel &#8230; <a href="http://pclpalermo.wordpress.com/2012/01/22/incontro-su-fincantieri/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pclpalermo.wordpress.com&amp;blog=7896466&amp;post=170&amp;subd=pclpalermo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 20 gennaio, due compagni della sezione palermitana del PCL ( il coordinatore provinciale e il responsabile comunicazione, che segue la vertenza Fincantieri da diverso tempo), hanno preso parte ad un incontro sulla vertenza Fincantieri, organizzato dal Circolo Giovanni Orcel di Rifondazione Comunista, in presenza dei delegati sindacali Fiom dello stabilimento.<br />
L&#8217;incontro è stato fruttuoso, sia per ciò che è emerso dal racconto dettagliato della vertenza nella voce dei delegati, che ne hanno reso un approfondimento a partire dagli ultimi anni, sia per ciò che ha riguardato le posizioni espresse dai compagni del PRC.<br />
Abbiamo trovato buoni margini per condurre iniziative comuni, nel sostegno di una vertenza che, malgrado i successi salutati favorevolmente, non cessa di destare preoccupazione e perplessità. Nei prossimi giorni, la Fiom si muoverà a riguardo con iniziative di carattere nazionale, che quindi interessano non solo lo stabilimento di Palermo, ma anche tutti gli altri impianti dello stato.<br />
Noi del Pcl, come sempre, seguiremo il tutto, a fianco dei lavoratori e a sostegno della Fiom.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pclpalermo.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pclpalermo.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pclpalermo.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pclpalermo.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pclpalermo.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pclpalermo.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pclpalermo.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pclpalermo.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pclpalermo.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pclpalermo.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pclpalermo.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pclpalermo.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pclpalermo.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pclpalermo.wordpress.com/170/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pclpalermo.wordpress.com&amp;blog=7896466&amp;post=170&amp;subd=pclpalermo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Commento sui Forconi dopo gli ultimi fatti</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 14:36:18 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni, tanta gente che non ha mai preso parte alle lotte, e che magari opera quotidianamente in maniera organica al sistema (salvo poi lamentarsi astrattamente) ha osannato il movimento dei forconi (magari senza nemmeno scendere in piazza con loro) e ha gridato alla “rivoluzione” (termine troppo spesso abusato, inflazionato, usato a sproposito, umiliato anche&#8230;).  Lamentandosi genericamente della “sinistra” (cosa intenderanno mai con questa parola?) che non partecipa alla mobilitazione popolare… Anche parecchie persone che – al contrario dei primi &#8211; nella lotta ci stanno costantemente, e che sono dotate di ottime capacità di analisi e di un’impostazione tendenzialmente antisistema, hanno supportato la mobilitazione dei forconi, ma ahinoi lo hanno fatto acriticamente e senza denunciare minimamente la natura realmente conservatrice (se non reazionaria) di questa mobilitazione.<br />
L’approccio rivoluzionario deve essere finalizzato al rovesciamento del sistema, non alla polemica astratta e generica, al movimento fine a se stesso o a gesti simbolici, come ad esempio bruciare una bandiera tricolore… Gesto che peraltro (per chi non ci conosce) potrebbe tranquillamente essere interpretato in chiave separatista e indipendentista – coerentemente del resto con quelle che sono le rivendicazioni dei forconi! &#8211; piuttosto che come gesto di ispirazione anticapitalista. Qui non si tratta di compiere soltanto azioni dal valore simbolico (per carità ci può stare, ma per questo tipo di azioni sono sufficienti piddini, grillini e dipietristi), si tratta di lavorare concretamente per la costruzione di un’alternativa di sistema. Non necessariamente le azioni animate da buone intenzioni producono effetti positivi, e l’intelligenza tattica di una forza rivoluzionaria sta proprio nella capacità di interpretazione e di previsione.<br />
Difendere aprioristicamente una mobilitazione dalle caratteristiche chiaramente piccolo borghesi (senza gridare apertamente la necessità di un’alternativa di sistema), negare a spada tratta l’evidenza, o addirittura manipolare le argomentazioni di chi critica, non sono certamente azioni costruttive rispetto all’obiettivo rivoluzionario. Nessuno ha mai detto che FN è alla testa del movimento, o che tutti che quelli che scendono in piazza sono mafiosi o fascisti o padroncini, ma tanti opinionisti improvvisati o frettolosi – anziché confrontarsi in merito alle ragioni – hanno preferito agire (o semplicemente parlare!) sulla scia dell’emotività.<br />
Non neghiamo l’eterogeneità delle componenti del movimento dei “forconi”, ma diciamo semplicemente che alla sua testa ci sono le classe proprietarie della città e della campagna. E sottolineiamo che nell&#8217;insieme le loro rivendicazioni – aldilà della logica battaglia contro il caro benzina e il fiscalismo, che non costituiscono novità di oggi e che noi abbiamo sempre portato avanti &#8211; non hanno natura progressista, non contestano l&#8217;impianto del sistema capitalista, unico responsabile di questo sfacelo (la borghesia è un discorso di testa prima ancora che di portafogli!). Sono rivendicazioni tipicamente piccolo borghesi, di chi va in piazza solo perché oggi c&#8217;è qualcosa che non conviene a lui come singolo o alla corporazione di cui fa parte, non perché contesta radicalmente il sistema. Tant’è vero che quando a scendere in piazza erano gli operai, i precari della scuola, i senza casa, non c’era traccia di forconi o autotrasportatori! Non si parla dell’attacco violento ai diritti dei lavoratori, di lotta alla mafia (non sia mai!), di difesa della scuola e della sanità pubblica contro ogni logica privatistica, non si parla della necessità di un piano di ristrutturazione degli edifici pubblici e delle infrastrutture, giusto per fare solo pochi esempi di obiettivi di medio termine. E non si parla minimamente (figurarsi!) di un’alternativa di sistema in una prospettiva anticapitalista.<br />
Si tratta di rivendicazioni indipendentiste, autonomiste, si parla di bloccare i prodotti provenienti dal nord o di “blocco dei prodotti agricoli dei prodotti provenienti dalla Cina”. Noi le guerre fra poveri non le alimentiamo, la lotta dev&#8217;essere fatta, e duramente, ma dev&#8217;essere una lotta di classe. La miopia che sta dietro tutto ciò consiste in una visione assolutamente parziale e microscopica dei problemi, tutto l’opposto dell’approccio macroscopico e internazionalista su cui devono operare le forze rivoluzionarie.<br />
Ecco perché abbiamo detto ripetutamente che la partecipazione di forze antisistema a tali mobilitazioni, se vuole essere realmente utile e non funzionale ai disegni delle forze conservatrici e reazionarie, dev’essere fatta a partire dalla rivendicazione CHIARA ED EVIDENTE del nostro punto di vista anticapitalista (come ci è stato possibile fare in certi territori). Se non lo si fa, e ci si fa dettare l’agenda dalle forze alla testa del movimento, si finisce con l’essere complici di rivendicazioni che sono distanti anni luce dalla nostra visione del mondo, e con l’irrobustire la visibilità delle forze organiche al sistema (che di visibilità ne hanno già fin troppa).<br />
Parallelamente a questo, in risposta a quanti ancora continuano a parlare astrattamente di “sinistra” senza riempire di significato tale parola, ragionando dunque in un’ottica borghese, diciamo che  una sinistra che sia degna di questo nome deve operare (e non solo criticare astrattamente) – anche all’interno dei movimenti esistenti ove possibile – per costruire una forte mobilitazione dal basso (non calata dall’alto!) intorno a un progetto realmente rivoluzionario, ed è in questo senso che il PCL continua da anni a fare appello all’unità d’azione a tutte le forze politiche sindacali e di movimento che abbiano l’interesse non alle parate folcloristiche o al riformismo, ma a un ribaltamento dello status quo. In questo senso, rilanciamo il nostro invito a qualsiasi livello.</p>
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		<title>Anniversari</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 21:09:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono date molto importanti quelle che cadono in questi giorni, e ogni comunista non può che stringersi a tutti i suoi compagni nel ricordo, con ammirazione, commozione e il pugno chiuso in alto. 91 anni fa, il 21 gennaio del &#8230; <a href="http://pclpalermo.wordpress.com/2012/01/21/anniversari/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pclpalermo.wordpress.com&amp;blog=7896466&amp;post=173&amp;subd=pclpalermo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono date molto importanti quelle che cadono in questi giorni, e ogni comunista non può che stringersi a tutti i suoi compagni nel ricordo, con ammirazione, commozione e il pugno chiuso in alto.</p>
<p>91 anni fa, il 21 gennaio del 1921, nasceva a Livorno il <strong>Partito Comunista d&#8217;Italia</strong>.<br />
3 anni dopo, il 21 gennaio del 1924 moriva a  Gorki Leninskie (Mosca), <strong>Lenin</strong> (Vladimir Il&#8217;ič Ul&#8217;janov).<br />
Il 22 gennaio 1891 nasceva ad Ales <strong>Antonio Gramsci</strong>, fondatore del PCd&#8217;I e grandissimo teorico.</p>
<p>Memorie che non appartengono alla &#8220;mitologia della storia&#8221;, ma all&#8217;orizzonte dell&#8217;avvenire.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pclpalermo.wordpress.com/173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pclpalermo.wordpress.com/173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pclpalermo.wordpress.com/173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pclpalermo.wordpress.com/173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pclpalermo.wordpress.com/173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pclpalermo.wordpress.com/173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pclpalermo.wordpress.com/173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pclpalermo.wordpress.com/173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pclpalermo.wordpress.com/173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pclpalermo.wordpress.com/173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pclpalermo.wordpress.com/173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pclpalermo.wordpress.com/173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pclpalermo.wordpress.com/173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pclpalermo.wordpress.com/173/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pclpalermo.wordpress.com&amp;blog=7896466&amp;post=173&amp;subd=pclpalermo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>SUL MOVIMENTO DEI FORCONI IN SICILIA PER UN METODO D&#8217;APPROCCIO MARXISTA RIVOLUZIONARIO</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 14:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pclpalermo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[marco ferrando]]></category>
		<category><![CDATA[movimento dei forconi]]></category>
		<category><![CDATA[partito comunista dei lavoratori]]></category>
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		<description><![CDATA[http://www.pclavoratori.it/files/index.php?c3:o2574 V&#8217;invitiamo a leggere la lettura marxista degli eventi svolta dal nostro portavoce nazionale, Marco Ferrando.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pclpalermo.wordpress.com&amp;blog=7896466&amp;post=163&amp;subd=pclpalermo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Link diretto al sito nazionale del Partito" href="http://www.pclavoratori.it/files/index.php?c3:o2574" target="_blank">http://www.pclavoratori.it/files/index.php?c3:o2574 </a></p>
<p>V&#8217;invitiamo a leggere la lettura marxista degli eventi svolta dal nostro portavoce nazionale, Marco Ferrando.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pclpalermo.wordpress.com/163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pclpalermo.wordpress.com/163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pclpalermo.wordpress.com/163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pclpalermo.wordpress.com/163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pclpalermo.wordpress.com/163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pclpalermo.wordpress.com/163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pclpalermo.wordpress.com/163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pclpalermo.wordpress.com/163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pclpalermo.wordpress.com/163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pclpalermo.wordpress.com/163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pclpalermo.wordpress.com/163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pclpalermo.wordpress.com/163/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pclpalermo.wordpress.com/163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pclpalermo.wordpress.com/163/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pclpalermo.wordpress.com&amp;blog=7896466&amp;post=163&amp;subd=pclpalermo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>UN DECRETO A VANTAGGIO DI BANCHE , INDUSTRIALI, ASSICURAZIONI</title>
		<link>http://pclpalermo.wordpress.com/2012/01/21/un-decreto-a-vantaggio-di-banche-industriali-assicurazioni/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 13:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pclpalermo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[governo monti]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[lotta anticapitalista]]></category>
		<category><![CDATA[mario monti]]></category>
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		<description><![CDATA[Le cosiddette “liberalizzazioni” di Monti hanno il plauso entusiasta della stessa stampa borghese che chiede la licenziabilità degli operai. Non è un caso. Il decreto liberalizzazioni risponde agli interessi del capitale finanziario. Da un lato bastona i tassisti aprendo il &#8230; <a href="http://pclpalermo.wordpress.com/2012/01/21/un-decreto-a-vantaggio-di-banche-industriali-assicurazioni/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pclpalermo.wordpress.com&amp;blog=7896466&amp;post=165&amp;subd=pclpalermo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
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<p>Le cosiddette “liberalizzazioni” di Monti hanno il plauso entusiasta della stessa stampa borghese che chiede la licenziabilità degli operai. Non è un caso.</p>
<p>Il decreto liberalizzazioni risponde agli interessi del capitale finanziario. Da un lato bastona i tassisti aprendo il mercato dei taxi a speculatori faccendieri. Dall&#8217;altro premia le banche, le assicurazioni, le imprese. Le banche incassano il nuovo business dell&#8217;obbligo di contocorrente di milioni di pensionati poveri e delle relative commissioni, l&#8217;ingresso più libero nella partita delle infrastrutture ( proiect financing) e dei servizi locali, la tranquilla continuità dell&#8217;abbinamento ricattatorio tra  mutui e polizze. Le assicurazioni incassano un più rigido “controllo” dei propri clienti a vantaggio dei propri profitti ( riparazione diretta con proprie officine senza controllo sui pezzi di ricambio, o riduzione del risarcimento al cliente). Le imprese incassano addirittura una magistratura speciale e più rapida per le proprie controversie ( i comuni cittadini possono aspettare in coda), e il libero ingresso, assieme alle banche, nel nuovo mercato delle ferrovie senza rispetto del contratto nazionale ferrovieri.</p>
<p>Altro che “fase due”: continua l&#8217;eterna fase uno dell&#8217;ingrassamento dei banchieri e degli industriali a spese del lavoro.</p>
<p>Altro che “sviluppo e crescita”: l&#8217;unica crescita prevista e programmata è quella dei profitti del capitale, mentre FMI annuncia due anni di nuova recessione con la distruzione di altri milioni di posti di lavoro.</p>
<p>Altro che “difesa dei consumatori”: si difendono gli interessi del capitale contro i consumatori e i lavoratori.</p>
<p>Si conferma la necessità di una risposta di lotta generale al governo dei banchieri, che unifichi attorno al mondo del lavoro l&#8217;insofferenza sociale degli strati inferiori delle classi medie e della popolazione povera. E&#8217; ora che sia il movimento operaio a impugnare i forconi mettendosi alla testa delle protesta popolare e sottraendola al rischio di egemonie reazionarie. Altrimenti, se la CGIL si subordina al PD e dunque al governo, se la FIOM si subordina alla CGIL ( limitandosi ad una manifestazione), se le sinistre si subordinano alla CGIL per non rompere col PD, il rischio si va grosso. Sia socialmente, sia politicamente.</p>
<p>Per questo il PCL rilancia a tutte le sinistre, politiche, sindacali, di movimento, la necessità di un vero sciopero generale dei lavoratori  contro  governo e Confindustria e su un programma di lotta indipendente.</p>
<p>PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI</p>
</div>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pclpalermo.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pclpalermo.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pclpalermo.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pclpalermo.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pclpalermo.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pclpalermo.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pclpalermo.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pclpalermo.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pclpalermo.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pclpalermo.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pclpalermo.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pclpalermo.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pclpalermo.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pclpalermo.wordpress.com/165/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pclpalermo.wordpress.com&amp;blog=7896466&amp;post=165&amp;subd=pclpalermo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Movimento dei Forconi: analisi e prospettive. Comunicato del Partito Comunista dei Lavoratori di Palermo</title>
		<link>http://pclpalermo.wordpress.com/2012/01/20/movimento-dei-forconi-analisi-e-prospettive-comunicato-del-partito-comunista-dei-lavoratori-di-palermo/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 14:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pclpalermo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[autotrasportatori]]></category>
		<category><![CDATA[blocchi in sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[forconi]]></category>
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		<category><![CDATA[forza d'urto]]></category>
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		<category><![CDATA[partito comunista]]></category>
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		<description><![CDATA[Movimento dei Forconi: analisi e prospettive. Comunicato del Partito Comunista dei Lavoratori di Palermo Il Movimento dei Forconi che in questi giorni si sta muovendo in Sicilia, paralizzandola sull&#8217;onda della protesta, rappresenta l&#8217;esplosione esasperata di diversi settori produttivi danneggiati e &#8230; <a href="http://pclpalermo.wordpress.com/2012/01/20/movimento-dei-forconi-analisi-e-prospettive-comunicato-del-partito-comunista-dei-lavoratori-di-palermo/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pclpalermo.wordpress.com&amp;blog=7896466&amp;post=156&amp;subd=pclpalermo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Movimento dei Forconi: analisi e prospettive.<br />
Comunicato del Partito Comunista dei Lavoratori di Palermo</p>
<p>Il Movimento dei Forconi che in questi giorni si sta muovendo in Sicilia, paralizzandola sull&#8217;onda della protesta, rappresenta l&#8217;esplosione esasperata di diversi settori produttivi danneggiati e umiliati da decenni di politiche infami condotte direttamente contro l&#8217;economia del Sud e della Sicilia da governi ricattati da formazioni antimeridionaliste e nordiste. Politiche affamatorie che si sono abbattute su una regione già economicamente depressa, divisa nelle sue componenti sociali da contrapposizioni tra poveri, isolazionismo, dinamiche clientelari e contraddizioni mai purificate.</p>
<p>Con la scusa della crisi, governi e grandi gruppi economici hanno ulteriormente schiacciato le precarie condizioni in cui versa l&#8217;economia siciliana, in tutti i suoi settori produttivi, dalla pesca all&#8217;agricoltura, dai commercianti ai disoccupati, dai benzinai ai braccianti e alle piccole imprese.</p>
<p>La sollevazioni di ampie categorie popolari è la risposta nervosa e disperata alla tendenza alla proletarizzazione che l&#8217;attuale governo, in continuità coi precedenti, sta attuando attraverso una compagna spregiudicata di liberalizzazioni e privazioni di diritti fondamentali. E il Sud, con la Sicilia in testa, che nel corso dei decenni ha subito e pagato più di tutti gli altri, si trova oggi a reagire contro chi procede verso queste politiche di immiserimento generale, contro chi protegge e sostiene gli interessi dei grandi gruppi industriali, delle banche e dei grandi patrimoni.</p>
<p>Con l&#8217;appensantirsi dei costi di gestione d&#8217;impresa, del costo dei carburanti, dell’IVA, dei ticket autostradali e dei traghetti, con l&#8217;eliminazione di finanziamenti di sostegno e contenimento, con la mancata progettualità di iniziative volte al rilancio della piccola e media economia produttiva, agricoltori, pastori, allevatori e tante altre categorie si trovano in condizioni devastanti, costretti a sopportare un ulteriore saccheggio che li pone irreversibilmente di fronte al baratro del fallimento.</p>
<p>Il Movimento dei Forconi e tutte le altre sigle che costituiscono la rivolta si caratterizzano, però, come un indistinto movimento di natura piccolo borghese, privo di una prospettiva progressista e progressiva, senza rivendicazioni che superino le ragioni minute della rabbia e contestino l&#8217;impianto generale del sistema che ne ha causato la rovina.</p>
<p>Le sue ragioni sociali  si riassumono nell&#8217;impoverimento legato alla crisi drammatica dell&#8217;isola entro la più generale crisi capitalista: crollo dei commerci, aumento del prezzo della benzina, peso “insopportabile” dei mutui bancari, chiusura dei canali di credito, aumento della pressione fiscale, crisi del sostegno clientelare del governo regionale e dei margini tradizionali di scambio politico/ elettorale con i partiti al potere.</p>
<p>A causa della sua natura disorganica, disordinata ed emotiva, il movimento, anche nelle sue espressioni legittime e propositive, si è trovato ad essere strumentalizzato ed egemonizzato da forze e movimenti politici reazionari, conservativi, corporativi, di orientamento fascista, localista conservatore, autonomista e isolazionista. Non senza la paventata e gravissima infiltrazione incontrollata di settori economici e affaristici che sono da sempre diretta emanazione di una borghesia abituata a rapporti clientelari col potere e persino in odor di mafia.</p>
<p>Pertanto, le legittime rivendicazioni dei molti, non solo si muovono sulla scia di proteste populiste e demagogiche, ma, loro malgrado, si trovano a sostenere interessi e privilegi degli stessi individui che negli anni scorsi, col benestare e il favore del potere politico (dalla Democrazia Cristiana al Psi di Craxi, fino a Berlusconi e Cuffaro), ha potuto trarre profitto anche a scapito della stessa gente siciliana che oggi manifesta con loro.<br />
E che, di fronte alla crisi che ha colpito severamente pubblico impiego, operai, scuola e sanità, e che ha distrutto la stessa immaginazione dei giovani riguardo alle speranze future, non ha mai espresso solidarietà, non si è mai spesa per difendere non solo i diritti di chi lavora o cerca lavoro, ma non l&#8217;ha fatto neanche nel nome di quella &#8220;identità&#8221; e &#8220;solidarietà&#8221; siciliane che oggi sembrano essere i punti di riferimento maggiori del movimento.</p>
<p>Col risultato amaro che, oggi, le tante persone oneste, la gente che soffre per e nel suo lavoro, si trova inconsapevolmente a lottare, da disperato, per il ritorno allo status quo, per l&#8217;ennesimo salvataggio dei privilegiati grandi e piccoli.<br />
E conduce questa lotta con la conseguenza di gravare e causare disagi a tutte le altre categorie di lavoratori e di individui del popolo, dall&#8217;operaio che non può recarsi al lavoro alla casalinga che non trova i beni alimentari da acquistare per sostenere a fatica la propria famiglia.</p>
<p>E questo è il più grave dei problemi, l&#8217;aver causato e portato alle estreme conseguenze la guerra fra poveri, la contrapposizione tra categorie lavorative e settori produttivi, l&#8217;aver messo l&#8217;oppresso del sud contro l&#8217;oppresso del nord, l&#8217;oppresso italiano contro l&#8217;oppresso migrante, il lavoratore contro il disoccupato.</p>
<p>Queste dinamiche hanno, quindi e purtroppo, infuso una direzione esclusivamente reazionaria al movimento, attraverso un blocco politico e sociale regressivo e ultra-conservatore che cerca di dare la  PROPRIA traduzione al disagio sociale della popolazione siciliana.<br />
Un pericolo che non solo va rimosso, ma dev&#8217;essere apertamente denunciato e contrastato.</p>
<p>Di fronte, quindi, ad una situazione che si presenta così confusionaria e a tratti torbida, la sezione del Partito Comunista dei Lavoratori di Palermo e tutte le sezioni siciliane non solo non possono disimpegnarsi dall&#8217;intervenire sui temi sociali del Movimento dei Forconi, ma devono essere in grado di indicare la necessità di dare uno sbocco di classe e anticapitalista alla crisi sociale siciliana, aprendole anche prospettive di espansione nazionale e internazionale.</p>
<p>Come farlo?<br />
Attraverso la ricomposizione unificante in un fronte compatto di una mobilitazione indipendente dei lavoratori salariati della Sicilia, del settore privato, del settore pubblico e dei servizi.<br />
Il movimento operaio siciliano non deve limitarsi alla difesa delle proprie ragioni sociali. Deve cercare di offrire la propria risposta alla crisi più vasta della popolazione povera della Sicilia, e di questa stessa piccola borghesia isolana in rivolta, fornendole una sponda politica e sociale alternativa. Perché l&#8217;alleanza sociale col mondo del lavoro è interesse stesso degli strati inferiori delle classi medie: perché solo quel blocco sociale può rovesciare il capitale finanziario, le banche, i grandi patrimoni, i loro governi, i loro partiti, liberando la piccola borghesia impoverita dalla rovina, evitando di avvalorare o fare nostre posizioni, inganni e mistificazioni di altri soggetti, di altre classi sociali, di altri interessi.</p>
<p>Non si tratta di recuperare vecchi privilegi contro i lavoratori ( magari in materia fiscale o contrattuale), o di illudersi di poter ripiegare in una dimensione isolata, separatista o “microeconomica”: perché queste soluzioni, al di là di ogni illusione, lascerebbero i piccoli proprietari nelle grinfie del capitale finanziario e della sua crisi, come soggetti ricattabili da processi clientelari politici e criminali. Solo rompendo col capitale finanziario, e con tutte le sue diramazioni legali e illegali, in alleanza e sotto la direzione dei salariati, è possibile uscire dalla crisi, senza più padroni e senza più padrini.</p>
<p>Contrariamente a quanto fa la sinistra salottiera che stigmatizza le mobilitazioni in atto in nome di una reverenza istituzionale, il PCL ribadisce il proprio invito alla costruzione di una vasta e reale opposizione di massa anti-sistema sulla base di un piattaforma di rivendicazioni realmente rivoluzionarie, capaci di legare le istanze di studenti, operai, precari, disoccupati, a partire per esempio da questi punti: opposizione ai tagli sociali, difesa e ripartizione del lavoro, abolizione delle leggi che precarizzano il lavoro, salario sociale per i disoccupati in cerca di lavoro, occupazione delle aziende che licenziano e costituzione di comitati per raccordare le lotte a livello regionale. Intorno a questo progetto il PCL è pronto ad aprire un confronto con tutte le forze politiche, sindacali e di movimento della sinistra antisistema che fanno riferimento alla classe lavoratrice e alle fasce popolari più deboli, per una piattaforma comune che vada nella direzione di  superare radicalmente questo sistema fallimentare, e di costruirne uno nuovo che consenta il diretto e attivo protagonismo delle masse popolari nelle scelte economiche e politiche che riguardano il loro futuro e il futuro delle loro famiglie.</p>
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